domenica 30 agosto 2015

Industria 4.0, realtà virtuale e abbondanza di beni e servizi in tutto il mondo

Accelerazione tecnologica (crescita esponenziale) e abbondanza di risorse Dr. #PeterDiamandis  - intervento del 2012 al TED


Diamandis fa riferimento alle seguenti tecnologie quali elementi fondamentali per l'accelerazione esponenziale del progresso umano in ogni settore (medicina, agricoltura, ricerca scientifica, nuovi materiali, energia elettrica, ecc.) e una conseguente fase economica caratterizzata da abbondanza di beni e servizi in tutto il mondo: Infinite computing, sensors and networks, robotics, 3D printing, synthetic biology, digital medicine, nanomaterials, artificial intelligence.


Oggi Diamandis indaga con molto interesse e ottimismo le tecnologie inerenti alla realtà virtuale-aumentata-olografica illustrando i vantaggi sia in termini di risparmio economico che di riduzione dell'impatto ambientale (impronta ecologica) derivanti dalla dematerializzazione della merce.

Consideriamo i vantaggi economici ed ecologici  per la società derivanti dall'implementazione della realtà virtuale-olografica all'interno dell' ecosistema socio-economico integrato-interconnesso-digitalizzato-automatizzato  prodotto dall'industry 4.0 e modelli analoghi, e una conseguente maggiore disponibilità di materie prime. Si eviterà, ad esempio, l'accumulo di beni invenduti che diventano rifiuti come avviene con le automobili  (http://www.allaguida.it/articolo/automobili-invendute-e-abbandonate-nei-depositi-un-problema-planetario-foto/78131/

Un esempio: supermercati virtuali (necessari per la transizione verso l'economia digitale)

Si utilizzeranno occhiali per la realtà virtuale-olografica per accedere in questi ambienti di e-commerce virtuali che riprodurranno tutte le caratteristiche possibili di attività commerciali fisiche, anche da un punto di vista sensoristico (mediante dispositivi IoT wearable), sarà possibile provare virtualmente la merce ed eventualmente personalizzarla mediante algoritmi di IA (come per i futuri #hololens), ordine e invio automatizzato, pagamento digitale. Il bene verrà prodotto fisicamente solo dopo l'ordine da parte del cliente [questo meccanismo deve essere inquadrato nell'ottica dell'industry 4.0 (totale digitalizzazione dei processi, automatizzazione con robot e IA, interconnessione mediante IoT tra le macchine e interconnessione tra l'impresa e il suo indotto)], che consentirà la rapida produzione del bene, essendo le varie aziende coinvolte connesse in modo sistemico.

Si evincono tutti i benefici derivanti per l'ambiente (i beni vengono prodotti solo quando effettivamente il cliente li ordina) e il conseguente risparmio per le imprese e i clienti che andrebbe a ridurre i costi di produzione e quindi il prezzo finale con ripercussioni positive sull'economia mondiale, non solo riguardo la dematerializzazione della merce che va ad evitare di avere fisicamente i beni in negozio [soprattutto per gli alimentari, soggetti a scadenza a breve], ma anche per la riduzione degli spostamenti dei clienti per recarsi in negozio, riduzione dei consumi del carburante (del veicolo in generale), riduzione dell'inquinamento ambientale dei veicoli, riduzione dei consumi del negozio fisico, riduzione dei trasferimenti della merce tra produttori, grossisti e attività commerciali, riduzione incidenti stradali e degli infortuni con risvolti positivi sulla spesa sanitaria, ecc.

lunedì 24 agosto 2015

Aggiornamento sviluppi progetto "Industry 5.0" - Modifica area geografica di attivazione

Ho deciso di avviare il progetto industry 5.0 in Germania in quanto non sussistono condizioni favorevoli in Italia a causa dell'elevata arretratezza tecnologica, una cultura e mentalità maggiormente conservatrice e luddista. 

La Germania è già ad un buon punto di sviluppo del modello industry 4.0, pertanto sarà molto semplice integrare i nuovi elementi evolutivi. Il modello industry 5.0 sarà di riferimento per altri Paesi ed evidentemente applicato in tutta Europa per i vantaggi economici, sociali, sanitari, ecologici derivanti. 

Pur non dedicandomi al contesto italiano, nulla vieta ad eventuali stakeholders l'applicazione delle idee suggerite in Italia.

venerdì 14 agosto 2015

Industria 5.0 - la tecnologia al servizio dell'economia per uscire dalla crisi economica mondiale [modello italiano][Introduzione elementi chiave - fase brainstorming]

Al fine di stilare  un business plan efficace e fattibile del progetto "Industria 5.0", abbiamo ritenuto fondamentale utilizzare gli strumenti offerti dal web per avviare una sessione di brainstorming sui social network. Agli utenti è stato sottoposto un incipit introduttivo alla proposta che ha determinato già nei primi interventi un favorevole riscontro ed interessanti discussioni.

Riporteremo nel blog i vari interventi sui social in modo da estendere la discussione ad un livello più ampio sul web, ma anche evidentemente offline.

Discussione sul gruppo Facebook "Gruppo di Aiuto Reciproco fra Startupper" https://www.facebook.com/groups/startupperSelfHelp/permalink/729284563885026/

Discussione sul gruppo Facebook "Axelera" https://www.facebook.com/groups/axeleraeu/permalink/1028422307168300/

Discussione sul gruppo Facebook "Agenda Digitale Italiana"
https://www.facebook.com/groups/AgendaDigitaleItaliana/permalink/975925942429394/

Discussione sul gruppo Facebook  "Associazione Italiana Transumanisti (AIT)"
https://www.facebook.com/groups/56934587169/permalink/10153527620047170/

Riportiamo i primi interventi più interessanti e gli elementi chiave introduttivi:

Sto elaborando un progetto a livello nazionale per accelerare lo sviluppo tecnologico nell'economia italiana, un nuovo modello di economia altamente evoluta estremamente superiore al modello tedesco [industry 4.0], che attirerà investitori da tutto il mondo e consentirà all'Italia di essere da traino per l'intera Europa. Appena rientro dalle vacanze posterò una prima bozza che analizzeremo insieme sul gruppo. La proposta verrà inoltre perfezionata presso l'expo di Milano e nell'ambito del convegno nazionale Dig.Eat 2015 - The Endless Paper che si terrà a
Roma il 14 Ottobre 2015.
Posto alcuni elementi chiave. Altri elementi ed una accurata descrizione verranno forniti con la bozza.
Il progetto è strutturato sul modello tedesco "industry 4.0", ed essendo una sua forma molto più complessa, evoluta, verrà definito "industria 5.0".

Il progetto sarà elaborato attraverso una stretta collaborazione tra imprese e cittadini su tutto il territorio italiano, coordinata da un team di tecnici nominati dai cittadini stessi sia in ambito socio-economico, che tecnico-scientifico.

L'attuazione in ogni sua parte di questo progetto favorirà in breve tempo l'avvio di meccanismi virtuosi socio-economici in tutta Italia che attiveranno un enorme flusso di capitali sia dall'interno sia dall'estero verso i soggetti che parteciperanno al progetto [imprese, associazioni, cittadini], e verso progetti di pubblica utilità, denaro che potrà essere investito nell'ammodernamento delle infrastrutture digitali, delle industrie, delle scuole, accelerando lo sviluppo della banda larga e riducendo il digital divide, ecc.
L'Italia attrarrà le menti più geniali da tutto il mondo per studio e per lavoro, accelerandone ulteriormente lo sviluppo e stimolando gli investitori ad aumentare il loro contributo. 

Altro elevato finanziamento arriverà dall'Unione Europea. 

Assisteremo ad un aumento elevato del PIL ed una relativa elevata riduzione del debito pubblico, aumento del rating, maggiore fiducia delle banche, riduzione degli interessi, riduzione dello spread, aumento della fiducia dei cittadini, aumento del denaro circolante. Aumento del benessere collettivo, riduzione dell'impronta ecologica, riduzione delle spese dello Stato, riduzione delle tasse, aumento delle entrate fiscali, diminuzione della delinquenza, miglioramento della salute.

Elementi strategici su cui occorrerà concentrarsi:

- alcune delle più alte tecnologie emergenti: Intelligenza Artificiale, Internet Of Things, Cloud Computing, Big Data, Nanotecnologie, Biotecnologie, Ingegneria Genetica,
Robotica, Sistemi di Automazione, Web 3.0, Stampa 3D

- Rete di startup innovative coordinata a livello nazionale, inquadrata in un contesto europeo, strutturata in modo strategico non solo a livello nazionale ma anche in termini di outsourcing

- Molte startup dovranno svolgere un ruolo di mega-laboratorio nazionale di ricerca e innovazione nei vari ambiti succitati

- Dematerializzazione

- piano nazionale industriale basato sul modello industry 4.0 esteso ad altre realtà compatibili e integrative: smart city, smart home, smart transport, smart grid, smart community, laboratori di ricerca scientifica, fab lab, ecc.

- piattaforma nazionale di grid-cloud computing attraverso cui gestire, coordinare imprese, laboratori, scuole, e analizzarne i dati [big data]

- programma nazionale di studio di problematiche socio-ecologico-sanitario come povertà, impronta ecologica, malattie, ecc. [tramite la piattaforma succitata]

- attivazione di un fondo di sostegno economico intelligente per disoccupati/inoccupati/esodati a livello nazionale [programmi di formazione interni al progetto, partecipazione ad attività di volontariato interni al progetto]

- l'entità che verrà a formarsi costituirà un mezzo di intermediazione politica con il governo ed altri enti sovranazionali

Commenti al post:

[Dal gruppo "Gruppo di Aiuto Reciproco fra Startupper"]


  • Tony Favero ciò che non si è fatto negli ultimi 15 anni di governo con squadre di tecnici iperfinanziati??! ti darei volentieri una mano ma non saprei da che parte iniziare Emoticon unsure è come creare la terra in 7 gg..
    Hai l'appoggio di qualche gruppo politico?

  • Antonio Di Stefano Esiste una cosa che si chiama Teoria dei Giochi che nella versione di Nash spiega benissimo perché il nostro paese è impantanato da decenni e non è diventato "qualcosa 5.0"... I presupposti sarebbero gli stessi che sono richiesti dalla tua iniziativa...



  • Pierpaolo D'angelo Manca la cosa basilare, quella senza la quale anche ipotizzare il suo progetto sarebbe impossibile: fucilazione sul posto di tutta la classe politica e burocratica di questo paese. A seguire sono certo il suo progetto sarà un gioco da ragazzi

  • Roberto De Biase Ho condiviso il post su vari gruppi e ho scatenato un mezzo "inferno" Emoticon wink. Qui per ora state andando sul leggero correggendo errori ortografici come sturt-up anzichè start-up deducendone addirittura una perdita di credibilità, o evidenziando come l'assetto politico italiano non sia favorevole allo sviluppo di un tale progetto. Altrove sono state avviate discussioni sui massimi sistemi, sul capitalismo, socialismo, comunismo... Da un punto di vista sociologico questi effetti mi interessano molto. @Valerio, per ora sto preparando solo la bozza e ho ricevuto alcune proposte di collaborazione. Sono in fase brainstorming, pertanto non posso indicare una data precisa per la presentazione del progetto. Appena termino la bozza la condivido sul gruppo per perfezionarla. Io spero che possa essere un incipit per favorire un dialogo costruttivo tra imprenditori e cittadini con l'obiettivo di sviluppare una politica economica dal "basso", unire le parti sociali in un dialogo comune e costruttivo che metta d'accordo l'intero Paese in modo che non si verifichino fenomeni di discrepanza politica tra i cittadini italiani tanto da disunirci e renderci deboli, e pertanto incapaci di essere agenti attivi nella politica italiana e possibilmente europea. Uno dei punti che mi interessa particolarmente, e che forse non è stato attentamente analizzato nel gruppo, è l'ultimo degli elementi chiave descritti nel post: "l'entità che verrà a formarsi costituirà un mezzo di intermediazione politica con il governo ed altri enti sovranazionali". Questo risponde, se si riesce a coglierne il senso, a molte domande sottese ad alcuni interventi. Grazie in anticipo, comunque, per l'interesse dimostrato. Se agiamo uniti avremo la forza per diventare una nazione molto potente, ricca, un punto di riferimento per il mondo. Possiamo avviare un nuovo Rinascimento se siamo uniti!



  • Ivan Turatti Scusa Roberto De Biase ma era quanto meno prevedibile il "blasting" totale su un post del genere ... hai lanciato una "bomba" senza dare specifiche ... scritto cosi sembra il programma uscito dalla leopolda l'anno scorso ... sono sicuro che hai le migliori intenzioni, ma non puoi lanciare una cosa del genre senza avere un po' di sostanza da mostrare sotto ... la perdità di credibilità non è per gli errori ortografici, ma per il fatto che scrivi cose interessanti ma che sono anni che sentiamo dire di gente che ha progetti del genere ma poi quando si viene al sodo non sanno mai dirti il "come". Non prenderla sul personale, ti consiglio di finire di scrivere il progetto o almeno una bozza e poi condividerlo in modo che possiamo dialogare sul merito e non su un post "programmatico". buon ferragosto.




  • Maurizio Denaro Roberto mi fa molto piacere il tuo entusiasmo e voglia di fare. Ma dalle tante cose che posti emerge un quadro che per chi ha una certa età ed esperienza, ahimè, è familiare. L'Italia è un paese dove la quantità di gente che vuole insegnare come fare start up, come si devono fare le cose, chi fa corsi, finanziati dai soldi pubblici o pagati salati da chi ci va, ogni piccola cittadina oramai ha il suo ufficio di start up, non sanno neanche di cosa parlano ma l'ufficio c'è. E poi ci sono i bioparchi e poi gli incubatori e poi...e poi....In ogni caso avendo avuto eseprienze, per fortuna internazionale di start up, avendole fatto nascere, una volta che avrai un qualcosa di meno generico se potrò volentieri darò una mano, ad una condizione, le critiche bisogna saperle accettare

  • Roberto De Biase Le critiche sono il "fertilizzante" delle idee  Anche se non sembra, le accetto volentieri. Infatti, sono proprio queste critiche manifestate nei vari gruppi ciò di cui avevo bisogno per essere stimolato in primis a continuare l'elaborazione del progetto e conoscere i "bug" della mia prima "idea" embrionale al fine di presentare al gruppo, e in altre sedi, un progetto concreto, fattibile che fornisca gli elementi giusti sul come attuare gli obiettivi esposti nel post.


  • Sergio Berisso Roberto De Biase anch'io attendo felice e con speranza un piano, qualche idea su come mettere in pratica il tutto Emoticon grin

  • Roberto De Biase Sicuramente tutti attendiamo un piano operativo fattibile che faccia riemergere l'Italia, la genialità degli italiani, il potere della nostra grande cultura insabbiata dalla politica e dalla delinquenza organizzata. Siamo succubi di "meccanismi tumorali" che deprimono gli italiani e li obbligano ad emigrare regalando ad altre nazioni straordinarie risorse umane, le loro idee geniali, la loro intelligenza, eccellenza, la loro conoscenza. Al contempo l'Italia è invasa da emigranti in cerca delle stesse condizioni che noi italiani cerchiamo altrove. Invertire questa tendenza nel rispetto del nostro "ruolo europeo" e di meccanismi di governance globale quale l'agenda 21, all'interno di un contesto geopolitico mondiale estremamente critico, potrebbe sembrare impossibile, costringendoci ad una rimodulazione della nostra mentalità in favore della perdita di identità nazionale per un obiettivo evolutivo della società superiore. Ma non è detto che un tale probabile step evolutivo dell'umanità non preveda la conservazione dell'identità nazionale e dell'autonomia dei popoli. Identità e autonomia dell'Italia però dipenderanno dalla nostra capacità di progredire tecnologicamente, di saper gestire l'evoluzione nella sua variegata espressione e non esserne succubi, "attori passivi". Dobbiamo essere in grado di dominare la tecnologia e farla sviluppare secondo le linee guida della nostra cultura. Ma per farlo è necessario conoscere e far conoscere le alte tecnologie emergenti agli italiani, far prendere confidenza con esse. Renderle accessibili a tutti per riuscire a metabolizzarle come "organismo sociale" e orientarle per il nostro benessere. Purtroppo è proprio questo uno degli ostacoli principali che bloccano la crescita dell'Italia: l'analfabetismo tecnologico. La maggior parte degli italiani non sa cosa sia l'internet of things, la robotica, l'automazione, l'intelligenza artificiale, le nanotecnologie, le biotecnologie, il cloud computing, ecc. e non ha idea della enorme importanza della ricerca scientifica, quindi non sa orientarsi anche politicamente nelle scelte che favorirebbero lo sviluppo tecnologico e, quindi, lo sviluppo dell'economia... La collaborazione tra imprese e cittadini deve partire da un dialogo "dal basso" con i cittadini con strumenti mirati ad informare e far comprendere tali concetti, orientare la società italiana verso quei processi sociali, economici, tecnologici, scientifici che sono la base fondamentale, il terreno fertile per lo sviluppo economico italiano e per il benessere collettivo, elemento di innesco di una reazione a catena di eventi positivi per tutti. Noi possiamo creare un nuovo modello di economia e di mentalità sociale, una nuova superiore, evoluta cultura, che tutti nel mondo ci invidieranno e copieranno per essere alla nostra altezza. Noi possiamo creare un "soggetto sociale" che abbia un forte potere di influenzamento politico in Italia e in Europa. Non siamo secondi a nessuno.


  • Roberto De Biase Antonio, le startup che punteranno su queste tecnologie potranno sopravvivere nel mercato competitivo mondiale. 

    Lo sviluppo di tecnologie avanzate quali internet of things, nanotecnologie, biotecnologie, intelligenza artificiale, ingegneria genetica, robotica, ecc. porterà enormi benefici all'economia italiana, benessere diffuso sia da un punto di vista economico che sanitario ed ecologico.

    Una strategia vincente per l'Italia sarà investire in progetti che considerino tali tecnologie come fondamentali cardini dello sviluppo economico per poter competere a livello internazionale, uscire dalla crisi e migliorare la vita di tutti.

  • Roberto De Biase Un'idea interessante su cui sto riflettendo è sfruttare il "patto dei sindaci" per avviare un piano nazionale operativo basato sulle tecnologie succitate, sviluppando una rete di startup innovative coordinata con un progetto comune, puntando su dei meccanismi operativi già in atto sul territorio e svilupparli a livello imprenditoriale.http://www.pattodeisindaci.eu/index_it.html




[Dal gruppo "Axelera"]


    • David Orban Perché restringerne il vantaggio alla sola Italia? Il mondo è interconnesso e i suoi problemi molti: una rivoluzione come questa può migliorare la vita a miliardi di persone, superare i problemi ambientali, evitate catastrofi!
  • Roberto De Biase Per questioni di disomogeneità politico-economica che ne rallenterebbero lo sviluppo. Dobbiamo costruire un modello economico efficiente, equo, ecosostenibile esemplare, riproducibile nel mondo, ma che non può essere accettato a livello mondiale se prima non viene sperimentato localmente per verificarne la validità. Ciò non toglie che un tale progetto possa essere inquadrato in un'ottica mondiale e teoricamente aggiustato attraverso un dialogo interculturale, operazione attuabile soprattutto nell'ambito dell'expo di Milano ed eventi simili.



[Dal gruppo "Agenda Digitale Italiana"]



  • Paolo Di Pietro Visto che, con un gruppo di amici, stiamo cercando di realizzare qualcosa di analogo, se ti va, sentiamoci per scambiare qualche idea


    • Romeo Pruno Mi associo. Se vuoi sono disponibile ad una review anche del business model.





[Dal gruppo "Associazione Italiana Transumanisti (AIT)"]



  • Salvatore Mastroberti Il tuo progetto da l'impressione di essere la solita minestra statalista-pianificata dei vecchi socialismi. "Facciamo, pianifichiamo, organizziamo".
    Come i socialisti sognavano un mondo senza povertà, con i risultati che tutti conosciamo, i vostri sogni di un mondo 'ecosostenibile' dove ci porteranno? E sopratutto, a quale prezzo?






  • Salvatore Mastroberti Roger Giuffre un sistema che pianifica la società nei minimi particolari, o ho capito male io? Gli esperimenti falliti nel passato non hanno insegnato nulla?
    Questi progetti Venus, o come li vogliono chiamare, sognano di realizzare un mondo migliore, u
    na società perfetta, ma in che modo vogliono realizzarlo? Abolendo il denaro, la libertà degli individui, il mercato. Sacrificare le libertà dei singoli per un bene collettivo superiore.. mi ricorda qualcosa..
    In un sistema democratico, dubito che la maggiorenza dei cittadini voterebbe a favore di questo sistema. Dunque come applicarlo?



  • Emmanuele Jonathan Pilia Be', se ci pensi è vero, solo che lo fa in modo più "elastico" e rinunciando a progetti in corso d'opera se fallimentari, a differenza di quanto ha dimostrato di non saper fare il socialismo. Basti pensare, esempio banale, che è impossibile non navigare a vista senza un efficiente progetto di scenario per qualsiasi azienda!




  • Roger Giuffre libertà? il libero scambio e il mercato non corrispondono alla verà liberta individuale. Inoltre nell'idea di Fresco abbiamo l'obbiettivo di esaltare l'individualità di ogni singolo uomo, concetto transumanista al 100%. Relativamente al denaro e al mercato è sotto gli occhi di tutti che l'attuale sistema e la sua iniqua distribuzione della ricchezza farà saltare il sistema




  • Emmanuele Jonathan Pilia Sono più o meno d'accordo con il concetto di base, ma con una piccola considerazione a margine: parlare oggi di start-up innovative è molto rischioso, perché - e questo è fondamentale - da un lato chi vuole lanciare una idea realmente innovativa (ad esempio, la Joylent) ha bisogno di fondi molto ingenti, e dall'altra chi invece si concentra su piccole cose non fa altro che tirare fuori applicazioni. Io sono dell'idea che "piccolo non deve essere per forza bello". Anzi, spesso è brutto. Insistere sulle start-up ha una buona utilità in senso di credito politico, perché statisticamente le start up sono aperte da giovani e la cosa è facilmente spendibile, ma attenti a non usare "parole" tanto perché di moda. Uguale per quanto riguarda il concetto di smart city, di cui in gruppo abbiamo uno dei più grandi esperti italiani (Enrico Lain), il quale ti potrà dire che una smart smart city non deve per forza inseguire alcuni trend che elenchi, anzi spesso ha bisogno di scostarsene. Credo che il punto sia entrare nel dettaglio: il cosa, già si sta facendo. Tanto è vero che gli etimi che pronunci sono assai di moda. Il salto in avanti sarà nell'affrontare il "come" Emoticon smile




  • Salvatore Mastroberti Spesa pubblica, tasse, investimenti..

    Perché non considerare l'idea che questo progresso possa essere portato liberamente da imprenditori e mercato?

    Se le innovazione tecnologiche portano ad una riduzione dei costi, saranno automaticamente applicate dagli imprenditori.
    Come l'automatizzazione totale delle fabbriche (es. in Cina), i veicoli a zero inquinamento e le biotecnologie.

    La società umana non ha bisogno dei 'Lenin' di turno che vogliono creare l'umanità perfetta.




  • Roger Giuffre Salvatore Mastroberti, perchè nell'attuale convergenza tecnologica chi fa impresa si pappa tutto ma senza potere d'acquisto della massa il sistema crolla. Contenti voi




  • Emmanuele Jonathan Pilia Sì, il libero mercato ci sta conducendo verso la libertà! Abbasso le regolamentazioni, viva il capitalismo





  • Salvatore Mastroberti La libertà invece deriva dalla pianificazione economica?
    Il socialismo in salsa venusiana ci porterà alla creazione di un mondo perfetto dove non esisterà più povertà, inquinamento né disoccupazione.. ma purtroppo fallirà, come tutti gli espertimenti socialisti-pianificatori.




  • Emmanuele Jonathan Pilia Non sono solito a usare lo scherno nelle discussioni, e mi scuso: è una strategia scorretta, e non è utile al dialogo. Ad ogni modo, rispondo dicendo che credo che ci sia bisogno di una profonda revisione del libero mercato, perché non è sostenibile - almeno non lo è per me che non faccio parte delle élite. Inoltre, l'insieme di uomini comporrà comunque una società, che, vuoi o non vuoi, dovrà essere in qualche modo regolamentata. Ed il libero mercato è anch'essa una regolamentazione. L'anarcocapitalismo non è una risposta valida, e l'interpretazione individualistica del transumanesimo è in realtà una delle tante. I transumanisti sono per lo più libertari, ma non liberisti.



  • Salvatore Mastroberti L'assenza di denaro è gia di per sé una decisione anti-libertaria, perchè impedisce al Singolo di gestire la sua vita, guadagnare soldi, secondo le sue capacità, e spenderli come vuole.
    In una società, come quella venusiana, dove viene deciso tutto a priori: in quale casa devi vivere (ah no, ti danno la possibilità di scegliere la casa, ma non di possederla), quale cibo devi mangiare, dov'è la libertà?




  • Kurdt Agus Salvatore Mastroberti: Ti propongo un esperimento mentale. Immaginati che tu possa, prima di nascere, decidere in quale nazione nascere, scegliendo fra U.s.a e Svezia. La cosa che non puoi scegliere però è il punto della scala sociale nella quale nascere, potresti essere sul fondo o in cima, o ancora nel mezzo. 

    In quale delle due nazioni preferiresti nascere? 

    Possiamo poi espandere ulteriormente questo esperimento. Immaginati di poter decidere tu come distribuire la ricchezza del paese nel quale nascerai, come la divideresti? Puoi anche rispondermi in privato, se preferisci.



  • Salvatore Mastroberti Il libero mercato è la libera circolaziona di merci prodotte e scambiate dalle persone. Niente più, niente meno.
    Ma gli Stati e i politici, affamati di potere ed autorità, vogliono regolamentare il mercato per controllare la vita degli individui.



  • Emmanuele Jonathan Pilia Non si può non regolamentare: la vita delle persone sarebbe a rischio senza il deterrente di multe, punizioni o pene di varia natura.





  • Salvatore Mastroberti U.S.A., ovviamente. Un paese più libero e meritocratico della socialista Svezia.

    Come dividerei la ricchezza? E perché dovrei dividere la ricchezza? Se Mario Rossi ha guadagnato i suoi soldi con il duro lavoro, perchè sottrarglieli e darli ad altri, che magari non hanno voglia di lavorare e vivono di welfare (e detto da me che sono napoletano, ha un doppio valore).





  • Salvatore Mastroberti Si parlava di regolamentare il libero mercato, non applicare la legge e il vivere civile, o sbaglio?









  • Roger Giuffre cmq nel progetto di Roberto De Biase gia per l'italia data-center pubblici e banda ultra larga predisposta dalla stato, sarebbe un enorme passo avanti nel processo di digitalizzazione. Lo stato userebbe le entrate delle cloud per logiche ridistributive o altri investimenti logistico-strutturali.








  • Emmanuele Jonathan Pilia Ok, prova a convincermi con esempi concreti in che modo un dolo potenziale può essere sventato dall'assenza di regolamentazione



  • Salvatore Mastroberti Autodifesa?

  • Emmanuele Jonathan Pilia No, intendevo un esempio articolato. Autodifesa vuol dire tutto e niente detto così Emoticon smile Nel senso: sparano ai concorrenti?

  • Salvatore Mastroberti Forse dovresti essere più preciso per dare una risposta articolata. Che tipo di dolo?

  • Emmanuele Jonathan Pilia Ad esempio (un esempio ipotetico, potrei farne mille): che si fa se l'attività di una corporazione con sede in una nazione genera inquinamento in una nazione terza? O ad esempio, se i suoi prodotti, generando inquinamento, crea danni al patrimonio artistico di un paese terzo?

  • Roger Giuffre entro il 2050 si stima che il 5% della popolazione mondiale sarà sufficiente per produrre tutto cio' che ci serve. Dove converge questo nostro attuale sistema dinamico?

  • Salvatore Mastroberti Beh ci sono i tribunali per risolvere questi problemi.
    Per regolamentazione si intende l'intromissione dello stato nelle decisioni delle imprese e dei consumatori. Ma questi soggetti sanno autoregolamentarsi, non hanno bisogno del saggio Stato paternalista che regolamenta e pianifica.
    Il Venus Project è un ottimo esempio di pianificazione e regolamentazione.

  • Salvatore Mastroberti E' un problema di sovrappopolazione, non di capitalismo.

  • Roger Giuffre quindi facciamo morire il 95% della popolazione invece di ridistribuire in maniera piu saggia? a quando un invasione aliena? Emoticon grin

  • Emmanuele Jonathan Pilia Non pensare al Venus Project; io sono un simpatizzante, non un sostenitore. Torniamo sul punto: L'ESPERIENZA insegna che le cose non vanno così. Su quali basi giuridiche si basa il processo in assenza di un regolamento internazionale? Mi sembra quantomeno ingenuo affermare che i tribunali abbiano potere o volontà di incriminare delle multinazionali. Questo nonostante esistano leggi e controlli. Senza pensare poi ai diritti umani infranti in nome del mercato: guarda ad esempio i paesi orientali, che danno al mondo del lavoro hanno creato da noi. E non voglio scomodare l'evidenza scientifica del Global worming. I tribunali, ti ricordo, funzionano in base a regolamenti e leggi, non in base al buon senso.

  • Emmanuele Jonathan Pilia Senza pensare che esisteranno sempre realtà geopolitiche tra loro distanti e che vorranno non avere nulla a che spartire con il libero mercato.

  • Emmanuele Jonathan Pilia Il libero mercato premia il più furbo, potente ed aggressivo, non il migliore.

  • Salvatore Mastroberti Le risorse sono già distribuite, se l'Occidente consuma di più è perché produce di più, non c'è nessun complotto mondiale dietro questo.

  • Salvatore Mastroberti E quindi regolamentiamo per risolvere i problemi: introduciamo il salario minimo per tutti, anche se non tutti gli imprenditori possono permetterselo, diamo un reddito di cittadinanza a tutti, tanto i soldi crescono sugli alberi.

    L'esperienza dimostra
     che solo con il libero mercato si riescono ad affrontare realmente i problemi: il Cile, "grazie" ai Chicago Boys Pinochet, è diventato il paese sudamericano con il più alto Where-to-be-born Index. 
    Grazie all'apertura al libero mercato, in Cina negli ultimi 20 anni il benessere è aumentato considerevolmente. Così come in Vietnam.
    Così come in Africa, dove ogni anno la povertà diminuisce.

    Mentre invece i paradisi socialisti, come il Venezuela, soccombono nella povertà e nella criminalità.

    Il mercato produce ricchezza ed abbondanza. Regolamentarlo è come stringere una catena intorno ad un Usain Bolt: lo rallenti.

    Sul Global Warming avrei i miei dubbi. Alcuni scienziati hanno ipotizzato che sia l'incremento dell'attività solare a causare l'innalzamento della temperatura terrestre.

  • Emmanuele Jonathan Pilia Non credo ai complotti, semplicemente perché capisco che un ente che ha come obiettivo il massimo profitto, è facile che sia dedita al colpo basso.
  • Roger Giuffre Emmanuele Jonathan Pilia, il libero mercato è la religione del nostro tempo ma spero che questo sia un nuovo rinascimento

  • Emmanuele Jonathan Pilia E io che faccio già tanto per contrattaccare le religioni canoniche! Emoticon smile

  • Roger Giuffre vallo a dire ai Greci se crea abbondanza e noi siamo in scia Emoticon grin

  • Roger Giuffre il capitalismo è fallito nel 2008, questo che viviamo è il limbo e non è colpa ne degli stati, ne dei debiti pubblici e neppure della corruzione Emoticon wink

  • Kurdt Agus Che poi il libero mercato funziona perché si, il global warming invece, che ha decine di migliaia di ricerche a favore e un consenso scientifico quasi unanime "ci sono alcuni scienziati che dicono che é provocato dai rutti delle capre". 

    La Cina, che 
    é un paese comunista ha un economia di mercato RIGOROSAMENTE CONTROLLATA, persino il tasso di cambio viene modificato a piacere. Che strano che non si citino poi tutti i paesi socialisti che invece funzionano alla grande. Come se io citassi la Somalia, come esempio di mercato deregolamentato.

  • Serafino Acquaviva E quali sarebbero i paesi socialisti che funzionano alla grande....?

  • Roger Giuffre Salvatore Mastroberti, prova a pensare al reddito di cittadinanza con una moneta deperibile a capitalizzazione negativa, chissa cosa succede Emoticon grin

  • Kurdt Agus Serafino: tutto il nord europa.

  • Serafino Acquaviva Kurdt, ma quelli non sono paesi socialisti.

  • Kurdt Agus Certo che sono paesi socialisti. C'é un welfare molto forte che non lascia nessuno indietro, educazione gratuita, tassazione che aumenta con il reddito. Non é che un paese socialista deve piantare il grano col culo eh, un paese socialista utilizza il mezzo capitalista per il bene di tutti.

  • Salvatore Mastroberti E' da secoli che si dice: il capitalismo è fallito, ma non è ancora lì, più forte che mai.

  • Kurdt Agus Oh si, fortissimo. Così forte che solo negli U.s.a. è toccato regalargli 1000 miliardi di dollari pubblici per mantenerlo in vita.

    Ma in ogni caso il problema non è il capitalismo in se, che è un mezzo, non un fine, ma la mancanza di regole che viene vista come un toccasana (senza nessuna prova).
  • Emmanuele Jonathan Pilia (Comunque c'è da ammettere che Roberto De Biase ha liberato il mostro)

  • Serafino Acquaviva Non sono paesi socialisti quelli. Sono paesi capitalisti con alcuni elementi sociali ben inseriti e organizzati. Ma siamo lontani, molto lontani da quello che si intende per socialismo.
    Laddove invece il socialismo era alla base della società, vedi Rus
    sia e gli altri paesi dell'est-europa, ha creato solo miseria.
    Il capitalismo non è la migliore soluzione, ha molti difetti, ma ha certamente dimostrato di essere l'unica soluzione efficace a creare ricchezza e a redistribuirla laddove c'è una politica 'illuminata' come alcuni dei paesi capitalisti del nord-europa dimostrano.

  • Kurdt Agus Serafino: Russia e paesi Urss erano paesi comunisti, non socialisti, la differenza è enorme. I paesi nord europei sono paesi Socialisti democratici. Come ho scritto precedentemente, non c'é nessun conflitto tra mezzo capitalista e fine democratico-sociale, il capitalismo è un eccellente mezzo per portare a termine dei compiti determinati, ma non può essere lasciato a se stesso.

    Nel nord europa non è il libero mercato a distribuire la ricchezza, ma la politica "illuminata" (mi piace il termine). Detto questo, l'inziativa privata e il capitale sono necessari, così com'é necessario premiare chi ottiene determinati risultati, ma è necessaria anche una giusta distribuzione dei profitti.

  • Serafino Acquaviva Ho capito la differenza che vuoi sottolineare e sono d'accordo.
    Continuo a non considerare quei paesi socialisti, ma è chiaro il concetto.
    Per capirci per me un paese socialista attuale è Cuba, considerato esempio di applicazione coerente e appieno di un 'socialismo reale'. E non a caso anche in quel paese l'unica cosa equamente distribuita tra la popolazione è la miseria.....

  • Kurdt Agus Cuba è una dittatura comunista. L'articolo 5 della costituzione dice esplicativamente che: 

    "El Partido Comunista de Cuba, martiano y marxista-leninista, vanguardia organizada de la nación cubana, es la fuerza dirigente superior de la sociedad y del E
    stado, que organiza y orienta los esfuerzos comunes hacia los altos fines de la construcción del socialismo y el avance hacia la sociedad comunista."

    L'obbiettivo finale è la società "comunista" e il partito (marxista leninista! Credevo nessuno continuasse a professarsi marxista 200 anni dopo Marx) è la forza direttrice della nazione.

  • Roger Giuffre il comunismo è capitalismo di stato. Cmq si discute di assetti socio economici obsoleti. Nessun modello ha mai messo in discussione il lavoro come variabile ed è qui che il 21 secolo ha da ragionare

  • Roger Giuffre il venus project è un economia dell'abbondanza, non si puo associare al socialismo della miseria

  • Roger Giuffre prendiamo l'esempio delle stampanti 3D per costruire case. E' piu logico che sia il privato a gestirle o è oppurtuno che queste grandi macchine siano di proprietà dello stato? Inoltre bisognerebbe capire che cosa si intenda per stato. Non dovremmo essere noi, la collettività lo stato? La tasse non dovrebbero essere un investimento che il cittadino fa per avere come ritorno servizi che singolarmente non potrebbe produrre? Io dico che queste stampanti 3D, che dovremmo assolutamente costruire, sono la base per le abitazioni a basso costo e siccome questa crisi nasce dalla gigante bolla immobiliare americana ,questo è logicamente il punto di partenza per definire una società su nuove basi sostenibili




  • Emmanuele Jonathan Pilia (Essendo un profondo sostenitore di una tecnocrazia morbida, credo che debbano essere nelle mani di architetti ed urbanisti, al massimo... Emoticon grin )

  • Roger Giuffre ma gli architetti e gli urbanisti sono coinvolti nella fase progettuale. Le stampanti 3D coinvolgono esclusivamente la fase esecutiva di costruzione, non di progettazione

  • Emmanuele Jonathan Pilia La fase realizzativa è parte integrante di quella progettuale: il progetto prevede anche il come, non solo il cosa!

  • Emmanuele Jonathan Pilia Voglio dire: conoscendo bene entrambi i mondi (quello della stampa 3d e quello della progettazione) ti posso assicurare che non è poi così immediata la cosa (faccio un disegno, ed ecco come per magia che viene stampato!). Emoticon smile

  • Roger Giuffre ho capito che entriamo in un conflitto di interessi, io mi congedo



  • Roberto De Biase

    Scrivi un commento...